"Vedo i fiumi dentro le mie vene, cercano il loro mare, rompono gli argini, trovano cieli da fotografare..

Sangue che scorre senza fantasia porta tumori di malinconia.." - F. De Andrè, Un ottico


Da dove scrivo l'epicentro è molto vicino; questo blog è tremato forte più di una volta. La mia vicinanza e un grande abbraccio agli abitanti della bassa emiliana dove il terremoto ha colpito più forte.. 29/05/2012

giovedì 17 maggio 2012

Le prime cose che mi sono venute in mente, con pennellate di giallo




Non ho niente di particolare da scrivere in questo periodo. O meglio, forse ho troppo da dire, che non so da dove cominciare. Quindi, vista la mia mancanza di tempo da dedicare al blog (ahimè) lascio stare.
Ergo questo post serve a dirvi che sono ancora vivo, che vi penso di tanto in tanto (sul serio eh).
Vorrei poter scrivere qualcosa di bello, in modo che alla fine di questo post ve ne andiate con qualcosa di buono; magari mi è capitato di farlo a volte, qui, magari ho anche talento, mah, chissà, rispetto alla media di tante cagate scritte che hanno successo; ma non è questo il giorno.   È un periodo un po' difficile, "stressante" direbbe qualcuno. Richiede molte energie, mentali e fisiche. Le fisiche, materiali, le prendo dalla pasta e dalla prima colazione. Le mentali le prendo da quello che mi sta intorno, qui, silenzioso. È pieno di cose belle qui. Giorno dopo giorno, sono sempre più innamorato di queste montagne. Qui ora è tutto verde e giallo. Verdi sono i campi di medica che saranno a breve sfalciati, verdi sono i campi di grano che tra un mese vireranno all'oro, verdi sono gli alberi, all'apice della loro virilità. E in mezzo a tutto ciò ora c'è il giallo del tarassaco e di miliardi di ranuncoli, che vanno a dare qua e là vangogghiane pennellate di giallo al paesaggio, riempiendo letteralmente i prati di luce, tant'è che farebbero innamorare di queste montagne anche il più ostinato e schizzinoso abitante di città. Questo è cibo per l'anima, che si mangia rigorosamente con gli occhi. E con un pizzico di naso, se ci si trova vicino al biancospino in fiore, che mentre guardi il giallo dei campi e dei boschi, ti fa arrivare alle papille il dolce sapore della primavera. Altra magia gialla qui è il maggiociondolo in fiore, certi posti ne son pieni; e come se non bastasse, a ravvivare i calanchi sempre così tristi, ci sono ora le ginestre, sempre gialle, in piena fioritura. Qui è l'ora del giallo, e Agatha Christie non c'entra; è il periodo più giallo dell'anno.
Quand'ero piccolo i miei mi davan le vitamine, la pappa reale, perché maestri e professori dicevano sentivo la primavera, e avevo un calo d'attenzione e di rendita (e vorrei ben vedere con queste giornate, in culo allo studio, direi ora, "cara maestra", citando Tenco) ora mi rendo conto che tutta l'energia di cui ho bisogno la prendo proprio da qui, da queste cose meravigliose che vedo, dall'aria che respiro, dall'energia e la voglia di fare che mi creano dentro. L' energia di cui abbiamo bisogno è dentro di noi. Vitamine e integratori vari sono solo un'illusione, ci serve solo uno stimolo per farci sentire vivi, forti, capaci di spaccare il mondo. Qui vedo gente che non ha certo vent'anni, ma magari quattro volte tanto, e ha tutto questo. Perché quello stimolo è solo dentro di noi. Basta cercarlo, sentirlo, cavalcarlo..
E sto provando a cavalcare il possibile ora. Con qualche ostacolo non ho certo rinunciato a cavalcare qualche utopia realizzabile. Avevo avuto l'idea di abbandonare l'uni a poco dalla fine, causa lavoro e pochi soldi; ora voglio riprendere nonostante sia più difficile che mai, ma si sa, volere è potere, e ho capito che è la cosa giusta da fare.
Vorrei poi far capire a tante pecore che sono convintissime che Monti sia l'unica soluzione per uscire dalla crisi che non è così, che c'è un'alternativa, a differenza di quello che credono loro. Che i suicidi che si stanno consumando giorno dopo giorno sono un chiaro sintomo di malessere sociale, nonostante i suicidi ci fossero anche prima di questo governo tecnicamente criminale. In particolare è una frecciatina a quelli che si definiscono di sinistra o addirittura "comunisti" e che sostengono che Monti sia indispensabile e stia facendo bene. Uno, con tutte le misure che sta adottando, richieste dall'alto dei vermi europei, questo è uno dei governi più nazifascisti di sempre, per tutta la macelleria sociale e la libertà che sta togliendo al popolo. Perché se prima ce n'era poca, ora la democrazia sembra un ricordo lontano. Perché sta creando tensione e terrore. Quindi tacete, per favore, fate più bella figura. Due: con questo discorso di "valori" di destra e sinistra, avete rotto i coglioni. Foste un minimo intelligenti, capireste che destra e sinistra sono ormai solo due parole che portano dietro ideologie riciclate create per fare la guerra tra noi poveri, mentre dall'alto delle gerarchie sociali ridono di tutto ciò e fanno il possibile perché questo continui, perché altrimenti loro non avrebbero più potere. E poi, questamminghia di crisi, da chi sarà mai stata causata? Ve lo siete mai chiesti, mai? No eh? Scusate lo sfogo, ma dopo un po' che sento stronzate mi ribolle il sangue. Magari non sarete d'accordo con me, magari non sono simpatico, ma questo è quello che penso. Purtroppo ho poco tempo, sto scrivendo tutto di getto e mi piacerebbe approfondire di più..
Io comunque, nel mio piccolo, provo a fare quello che ritengo giusto. Queste idee le metto nella pratica; come produttore, vendo ai GAS, credo nella decrescita, nella sovranità alimentare, nel commercio locale diretto e a km zero, ecc. Io posso fare solo questo, per ora, ma se ognuno nel suo piccolo adottasse certe misure "contro il sistema"  già si comincerebbe a fare una piccola rivoluzione pacifica e silenziosa..
Ho scritto le prime cose che mi son venute in mente, poi, del resto, ce ne sarebbero molte altre..
Vi ho annoiato.
L'avevo detto, volevo ve ne andaste con qualcosa di bello, allora dato che non sono riuscito a darvelo con le parole, ci provo con qualche foto quadrata..

[pigna a Pinarella di Cervia]

[il gatto nel sacco]

[alcune delle mie bestiole al pascolo]

[Kissed by the rain]

[Modena, zona Gramsci/stazione, al tramonto]

[Microzoo]

[Pinarella di Cervia]

[San Gimignano]

[visioni dall'alto, sempre a San Gimignano]

[Pinarella]

[Angelo custode, Pinarella]

[questa è stata fatta quasi due settimane fa, per darvi l'idea di quello che andavo scrivendo sopra. Appennino emiliano]

Come avrete intuito, e per chi non fosse pratico lo dico io, si, sono su Instagram, e mi piace anche. Se vi va di vedere altre foto, io sono @andreaborx , ora scappo, nel giallo di quassù..
Ciao!


sabato 3 marzo 2012

Winter on a solitary beach




"Mare mare mare voglio annegare 
portami lontano a naufragare 
via via via da queste sponde 
portami lontano sulle onde."


No no, nessuna voglia di suicidio, nessuna depressione.
Solo citazioni che calzano a pennello.

Capita a volte che mi venga voglia di prendere e partire, staccare per qualche ora dal mondo. Non dico giorni, no, mi mancherebbero le mie montagne. Mi basta qualche ora. Liberare la mente ancora più di quanto non si riesca a fare quassù, cambiare un po' aria per qualche istante.

Capitano venerdì come ieri, poi. Dopo una settimana impegnativa. Faceva caldissimo nei monti, e io alle 5 ero sceso a Bologna City per fare una consegna  di miei prodotti ad un GAS della zona. Ero in maniche corte, il due di marzo, da non credere.
Consegna veloce, il tempo di due caffè, e poi io e Stella saliamo di nuovo in macchina. Avevamo tutto il resto di pomeriggio libero davanti, anche se erano già le cinque.
Così decidiamo: facciamo la follia! Approfittiamo del bel caldo e del fatto di essere già praticamente in autostrada, e andiamo al mare!
Senza troppo pensarci, imbocchiamo la strada per la località più vicina, o meglio per quella dove sono già stato e sono sicuro d'arrivarci. È quella degli aquiloni nelle tre foto al mare del post "Moleskine".
Arrivati che il sole era già tramontato, atmosfera surreale, paesino vuoto. Parchimetri fasciati, parcheggi tutti vuoti, alberghi chiusi, lampioni accesi, nessuna anima viva i giro. Solo qualche impavido corridore locale che si manteneva in forma lungo le vie di pini marittimi.
Per me era strano ma al contempo bello. Al mare d'inverno non c'ero mai stato, tantomeno di sera, col sole tramontato.
Pensavo che al buio senza sole fosse uno schifo, e non ci fosse neanche da provare ad andarci; tornare in macchina, e tornare a casa.
Invece no. Appena faccio abituare gli occhi al buio, lo spettacolo che vedo mi stupisce. La spiaggia totalmente, ma totalmente deserta. La mezza luna che si specchia sul mare. Lo sciabordare delle onde, l'odore di salsedine, odor di mare.
La pace più assoluta. Chiudo gli occhi e mi godo tutto questo. Tutto il resto è lontano, non esiste in quel momento, sento solo il dolce rumore delle onde, e mi lasco trasportare da queste, respirando la leggera brezza..

"..e l'aria delle cose diventava 
irreale.."

Sarei rimasto ore, davvero, senza mai muovermi, a godere di quello spettacolo. Il mare d'inverno e di sera, non l'avevo mai visto, e ora me ne sono innamorato. Mi sono convinto che l'inverno è forse il periodo più bello per apprezzarlo, nella sua pienezza, nella sua totalità, con la spiaggia vuota da qualsiasi cosa.
Mentre d'estate è un posto caotico e rumoroso, d'inverno cambia pelle, ed è al massimo della sua pace e naturalità. D'inverno è autentico, è puro. Ma finchè non l'ho visto, non avrei mai potuto immaginarmelo.

Purtroppo ho dovuto abbandonarlo poco dopo, giusto il tempo di una foto al volo, con la promessa di tornarlo a trovare prima che l'inverno finisse..


Sembra giorno, ma in realtà erano le otto e un quarto di sera, ed era praticamente buio pesto, non fosse stato per la luna che faceva una leggera luce, non appena gli occhi si erano abituati al buio.. quel puntino luminoso lassù dovrebbe essere Saturno..


domenica 12 febbraio 2012

Hungry birds..


.. & angry snow








Emilia Romagna. Emilia. Appennino bolognese, appennino modenese. Circa ottocento m.s.l.m.
Una zona dove di neve ne è venuta, non c'è che dire; ora siamo a oltre due metri. E continua.
Altro che - non me ne vogliano i romani - Roma! Ridicoli loro, ma soprattutto ridicoli giornalisti e telegiornali che ne parlano come se fosse il circolo polare artico. Qua e in Romagna, la situazione è un tantino più complessa, sono crollati tetti, non si sa più dove mettere la neve, scoppiano i tubi dell'acqua.  Ad esempio. Così tanta neve in così poco tempo, io non la ricordo.
Forse neanche loro.
Ma loro non lo fanno pesare a nessuno, anche se forse sono i più colpiti. Loro, e la fauna in generale.
Loro se ne stanno lontani da polemiche, uomini di finanza, uomini che causano le crisi, uomini che si "dimettono da rockstar", insomma dagli uomini in generale. Stanno lontani dai rumori strani, dalle persone arrabbiate. Loro stanno in silenzio; cinguettano, tutt'al più.
Se potessero parlare, direbbero al massimo che hanno fame. Non credo sarebbero così stronzi da spifferare tutti i segreti che porta loro il vento. Non sono esseri umani. Per questo ne scappano.
Hanno paura di noi perché siamo stronzi, in fondo.
Però in questi giorni, con questa neve che nasconde loro il cibo, con le raffiche che non li fa volare, prendono il rischio.
Provano a fidarsi un po' degli esseri umani. Standoci ben lontani, si capisce.

Picchio testa rossa banchettante, sul davanzale

Senza dar troppo nell'occhio, aprono le ali in faccia alla neve, e atterrano un po' intimoriti sui davanzali della casa.
Zampettano, spostandosi ora da questa, ora da quella parte del davanzale. O da un davanzale all'altro.
Lì sanno che possono trovare briciole e mangime per uccelli, che sono poi granaglie. In fondo basta poco a loro per banchettare. Poi sono felici.
E un po' più rotondi.
Cinciallegre


Ma la stessa felicità la si osserva anche nell'essere umano che li sta a guardare dietro i vetri della finestra, stando attento a non farsi scoprire. Forse si crea un infinitesimo legame in tutto questo. Qualcosa che accorcia le distanze di paura tra loro e l'uomo. Forse per qualche istante l'armonia che dovrebbe trionfare in natura tra l'essere umano e la madre terra, si fa sentire davvero.
Allora non resisto più. Il solo osservarli da dietro un vetro non mi basta.
Io sono libero come loro.
Io voglio sentire ancora di più quell'armonia.
Vorrei dire loro che mi piacerebbe volarci assieme, che non voglio far loro del male. Ci provo,a modo mio. Mi armo della modesta reflex, e vado a caccia d'armonia.


Pettirosso

Tutto questo ha poco senso, se si guardano solo le foto.
Bisogna capire cosa c'è dietro. Trovare l'armonia non è facile. Lo si capisce quando si fa un passo e loro scappano via. Quando si fa un rumore. Quando ancora si spaventano se ti muovi.
Allora passo felpato. Allora faccio piano. Un passo ogni dieci minuti. Chissenefrega se nevica e fa freddo. Ma mi avvicino sempre di più. E pian piano divento uno di loro. Mi lasciano avvicinare. Si lasciano fotografare senza paura.
È una vittoria. È un essere tutt'uno con madre natura.
In qualche modo li ho ringraziati per aver mangiato le mie briciole, e i miei semini selezionati. In qualche modo loro ringraziano noi, volando e cinguettando. E continuando a farlo anche domani.
In qualche modo mi sono sentito, anche se per poco, un po' lassù con loro anch'io.









La foto più difficile, ma la più soddisfacente. Picchio testa rossa, picchiettando una quercia.



Qua non smette di nevicare. Loro cercano ancora cibo, ma faticano a trovarlo.
Metterò ancora qualcosa per loro, nel davanzale, domani.


(La terza foto, della casa, è stata scattata oggi, 11/02/2012, per far rendere un po' conto della situazione, anche se forse un paio di foto non bastano. Pigiate sulle immagini per vederle un po' meglio :))




lunedì 16 gennaio 2012

Moleskine


Un altro giorno ancora sta passando, e arriverà sera.
Stanco, ma sereno, tornerò dal lavoro della fattoria, mi farò una doccia, e cenerò, pensando che è arrivata sera in un baleno, e domani avrò altre cose belle da fare.
Pensando che spesso mi passa troppo in fretta, questo tempo tiranno. Ti svegli al mattino che fuori è ancora buio, ed è subito sera.
Tempo che mi manca anche per fare le cose più banali,come cambiare agenda.
Non ho ancora avuto tempo di farlo, o forse non ne ho ancora avuto il coraggio.
È un'agenda un po' particolare, quella che finisce il 31 Dicembre 2011.
Inizia il 28 Giugno 2010. Il giorno dopo è una data importante, quello dopo ancora, un'altra data che a fatica mi scorderò; una Modena caldissima, un concerto bellissimo di Guccini in piazza grande.
Il bello della Moleskine, il motivo per cui la uso da anni, è che è piccolissima; in una paginetta sottile, ci sta una settimana intera, e in due minuti ti sfogli più di un anno e mezzo di vita.
È per questo che faccio fatica a cambiarla. Perché mentre il tempo passava, in questo anno e mezzo di agenda, sono cambiato anche io. È cambiata in qualche modo la mia vita.
Sono, in qualche modo, maturato. Ho acquistato nuove e più importanti responsabilità.
Così vado avanti a sfogliare, e leggo citazioni memorabili, come "Non credere che io sia proprio un iceberg! Quella è solo una copertura.." [Stella]
(In effetti devo ammettere che all'inizio, le prime volte che ci vedevamo, io e Stella eravamo due bei cubetti di ghiaccio, anche un po' impacciati, nonostante l'età adulta e il fatto che sentivamo già di aver trovato in noi una persona speciale, unica..)
Leggo di una festa dell'unità in un paesino di montagna dove la banda locale suonava "La polka del diavolo", e quanto ci aveva fatto ridere quando lo dissero. Quella stessa sera che abbiamo preso la via principale del paesino in contromano..
Leggo di quella festa della birra, e di quella volta che siamo andati a vedere "Alice in wonderland". Lì c'è una stellina. Nei giorni importanti, dove era successo qualcosa d'importante, ci mettevo sempre una stellina.
E quella domenica che siamo andati a vedere quel concerto d'arpe dentro la rocca di Vignola; o quella volta che, mi vergogno a dirlo, rimasi a piedi per strada perché avevo finito la benzina. Fu un sabato sera epico, a dir poco alternativo; con altrettanta vergogna, chiamai Stella, che stavo andando a trovare, ed era anche la persona più vicina che mi poteva aiutare. Avevo delle bottigliette d'acqua e una bottiglia mezza piena di Pampero invecchiato in macchina. Per fortuna. Senza pensarci troppo, le svuotai sul prato (m'ero fermato ai margini di una strada di montagna, ndr) e con la sua macchina andammo al primo self più vicino, riempiendo le bottiglie e facendo così benzina, in modo molto spartano, una volta tornati indietro alla mia macchina. Ripetemmo l'operazione per ben due volte. Ma non bastò; ricordo bene che spingemmo con tutte le forze la macchina in strada, per metterla in piano e far arrivare la benzina agli iniettori, dato che sul prato era inclinata e non arrivava niente, non mettendosi in moto. Alla fine ce la facemmo. Mi sentivo molto come il narratore dell'amaro montenegro, anche se poi puzzavo di benzina che facevo schifo.
Andando avanti con le pagine, leggo della laurea del mio migliore amico. Leggo di quando sono andato a Firenze per visitare gli Uffizi. Se ci ripenso resto ancora a bocca aperta. Che spettacolo..



Nel giorno in cui l'ho presa, c'è ancora lo scontrino della reflex. Ovviamente per motivi economici, una reflex entry level vecchia e usata. Ma chissenefrega, quante foto di gusto ho fatto finora, e quante cose sulla fotografia ho imparato! Come le centinaia di foto che feci quando siamo andati a vedere gli aquiloni al mare; mi sembrava d'essere tornato bambino, mi sono sempre piaciuti gli aquiloni..







E così vado avanti, avanti, fino a quei tre giorni in Toscana: San Gimignano, Volterra, San Galgano e la sua spada nella roccia, Monteriggioni.. Me ne sono innamorato, della Toscana! Sono stati tre giorni importanti, tra l'altro.
Poi sfoglio ancora, e vedo tutti gli appunti e gli appuntamenti di lavoro. Schizzi di terreni e di piantagioni, metrature, cose burocratiche. Fai questo, devi andare là, appuntamento con quello in ufficio, firmare quello.
Vedo i primi mercati che ho fatto, i primi incassi con i prodotti della mia azienda. Non è molto per ora, ma la soddisfazione non ha prezzo.
Sono ormai alla fine dell'agenda. Purtroppo, ci sono anche pagine un po' amare, di giorni un po' più pesanti degli altri. Giorni in cui si devono anche accantonare dei sogni, delle aspirazioni. Giorni di sacrifici. Giorni in cui si diventa, forse, un po' più maturi, un po' più saggi.
Giorni in cui, di getto, velocemente, per scaricare la rabbia, scrivo come so scrivere, in piccolo e in malomodo, con la bic blu:

Quanta vita
persa
che non torna più
Quanta giovinezza
gettata al tempo
che invecchia
senza far rumore
stando fermi
immobili
ad osservare
le proprie utopie
senza rincorrere
con convinzione
i propri sogni

Fa cagare lo so, ma io non sono un poeta, scrivo per lo più per sfogarmi.
Così ho deciso di non prendere più l'agenda con le pagine settimanali, quella dove programmavo tutto, dove programmavo gli esami universitari; non ne avrò più bisogno.
Ho preso una moleskine con le pagine tutte bianche. Sarà un po' più eterna.
Ci sarà più spazio per sogni nuovi, senza la necessità di doverli programmare dentro un lasso di tempo ristretto e limitato. Ci sarà più spazio per vivere la mia vita ed essere soddisfatto dei miei sacrifici.
So che quelle pagine bianche sono già piene di speranza, di una speranza di farsi riempire da quelle cose che riempivano anche quella che sto per sostituire. Di Stella, di cose belle, di vita vissuta con semplicità, di felicità e serenità.




Perché le cose più importanti, forse, sono quelle che non sono state scritte, e che non saranno scritte. Sono quelle che vivo e che viviamo ogni giorno, sono quelle che custodiamo gelosamente nel cuore, quelle che ci fanno sentire vivi, quelle per le quali respiriamo a pieni polmoni, e, inconsciamente, ringraziamo qualcuno..



martedì 27 dicembre 2011

Buon Natale, if you want it.



Ignobile ritardo.
Ma dai, siate buoni, son passati solo due giorni, mica avrete già perso lo spirito del Natale.
E poi se frequentate questo blog da un po', lo sapete, che io ho i miei tempi.
Ma giuro, vi ho pensato il giorno della vigilia, quello di Natale, ieri, oggi. Come vi penso spesso, del resto. Anche se non visito spesso i vostri blog, in questi giorni dicevo: adesso faccio un post veloce..
Ma tra una cosa e l'altra, tra il lavoro, la vita che scorre, l'influenza, riesco a farlo solo ora.
Perdonatemi, ma davvero vi auguro un Buon Natale con tutto il cuore. Un buon Natale che non finisce a mezzanotte del 25 Dicembre, un buon Natale che sia dentro di voi sempre, che duri, qualsiasi cosa intendiate per Natale.
Perché il nuovo sole che ricomincia a prendere vigore il giorno di Natale, non lo fa solo a Natale.
Perché le giornate che si allungano in questi giorni di festa, non si allungano solo a Natale.
Io penso a questo, al sole che riparte a dare una nuova luce, più forte, alle giornate che già si allungano, e sono felice. Ogni malinconia viene spazzata via. Basta poco per essere felici. Se solo ce lo ricordassimo sempre.
Quest'anno, per mia richiesta, non ho ricevuto nessun regalo a Natale, eppure  sono così ugualmente felice!
Chi è sensibile, chi è di animo buono, non può che apprezzare questi giorni, in particolare quello del Natale, sia credente o no. Qualcosa si sente nell'aria, sia anche solo il sole che si rinnova.
Se solo fossimo capaci di distaccarci dalle abbuffate, dai regali, dai brindisini privi di contenuti e di ragionamenti, in questi giorni, forse li capiremmo di più; o forse saremmo spinti a farlo.
Ma io non voglio certo parlare a vanvera, non voglio rompervi le scatole..
Voglio solo augurarvi una felicità autentica, voglio augurarvi con tutto il cuore di vivere al meglio il presente, che è una cosa davvero importante. Senza pensare al passato o al futuro.
Noi siamo il presente. Credo dovremmo rendercene conto più spesso, non è così scontata la cosa. Credo che ogni nostro singolo pensiero, ogni nostra singola azione, se fatti col cuore e con chiarezza, vivendo in pieno il presente, restino in eterno, e nel loro piccolo possano migliorare questo mondo che va a rotoli.
Posso capire che siano poca cosa questi auguri, fatti in ritardo, tra l'altro, ma accontentatevi, sono ancora influenzato e rincoglionito.
Vi lascio con una canzone che cantai alle elementari, alla recita di Natale. Una canzone, per restare in tema, che va bene anche quando non è Natale, perché se viviamo con lucidità il presente, se ci ricordiamo sempre che siamo tutti esseri umani, e tutti uguali, è sempre Natale..







So this is Christmas
And what have you done
Another year over
And a new one just begun
And so this is Christmas
I hope you have fun
The near and the dear ones
The old and the young

A very Merry Christmas
And a Happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

And so this is Christmas
For weak and for strong
The rich and the poor ones
The world is so wrong
And so Happy Christmas
For black and for white
For yellow and red ones
Let's stop all the fight

A very Merry Christmas
And a Happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

And so this is Christmas
And what have we done
Another year over
And a new one just begun
And so Happy Christmas
We hope you have fun
The near and the dear ones
The old and the young

A very Merry Christmas
And a Happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

War is Over
If you want it
War is Over
NOW

Così questo è Natale
e cosa hai fatto?
Un altro anno che se ne va
e uno nuovo appena cominciato
E così questo è Natale
Spero che avrete fortuna
I vicini, i cari
i vecchi e i giovani
Un buon natale
e felice anno nuovo
Speriamo che sia un buon anno
senza nessuna paura
E così è Natale
per il debole e per il forte
Per i ricchi e per i poveri
Il mondo è così sbagliato
E quindi buon Natale
Per i neri e per i bianchi
Per i gialli e per i rossi
Fermiamo tutti i combattimenti
Un buon Natale
e un felice anno nuovo
Speriamo sia buono
e senza nessuna paura
E così è Natale
e cosa abbiamo fatto?
Un altro anno che se ne va
e uno nuovo appena cominciato
E quindi buon Natale
Spero che avrete fortuna
I vicini, i cari
I vecchi e i giovani
Un buon Natale
e un felice anno nuovo
Speriamo sia buono
e senza nessuna paura
La guerra è finita
se lo vuoi
La guerra è finita
adesso



Se solo poi mi fermassi sempre a pensare di quante guerre creo con me stesso e con gli altri, nel mio piccolo, di quante volte ferisco con le parole, di quante volte sgancio bombe atomiche contro me stesso, queste parole avrebbero davvero un significato tutti i giorni..

La guerra è finita, se lo vuoi,
La guerra è finita, adesso..

Buon Natale di cuore, amici.
Siate felici! 



mercoledì 14 dicembre 2011

Pensieri veloci dal telefono


Dondolando tra quel che dovrei e quel che vorrei,
Limitato da ciò che posso,
Vivo i miei sogni per trovare la mia vera libertà.

Non avete idea quanto vorrei scrivere, anche solo due righe velocissime, in questo periodo, ma preso da mille cose non riesco.
Vivo, e vi saluto tutti, sperando di poter scrivere con più frequenza prossimamente..
Buona vita, buone feste, e un saluto!
Andrea

mercoledì 26 ottobre 2011

Come quando fuori piove..



L'acqua ha una sua memoria, questo si sa, e a volte la porta anche in giro.
La pioggia mi fa venire in mente ricordi che altrimenti non uscirebbero.
Vicini e lontani.
Dolci, a volte amari.
Piove sulla strada dove le castagne, coperte dai loro ricci, sono cadute; le macchine senza pietà ci vanno sopra, e con la pioggia vanno a formare un unico impasto marrone.
Un manto triste, dove l'asfalto nero e umido prende il sopravvento, non appena la zona di bosco al limite della strada finisce.
Di tanto in tanto saltellano rospetti, mi sembrano confusi. Cercheranno cosa?
Non so se per loro è bello e si godono questa pioggia, o se invece se ne vadano a cercare riparo in vista ormai del periodo più freddo.
Io mi limito a sorridere, trovandoli buffi, cercando di stare ben attento a schivarli.
Piove sul vetro dell'auto che va.
La radio spenta.
Mi piace ascoltare il rumore della pioggia, la sua magia.
La musica delle gocce a cadenza confusa, riesce quasi a coprire anche il brusio dei miei pensieri,
Mentre avverto una sottile malinconia, data forse dai finestrini che si illuminano di mille scintille dai lampioni nella strada, dalla sera buia, dai ricordi che girano per la testa come le gomme bagnate della macchina sulla strada.
Piove ancora sul vetro della macchina. Il tergicristallo sembra dare il tempo alla musica.
Ma il tergicristallo è solo un trucco, è un'illusione che la pioggia si possa fermare, che possa essere controllata, nel suo ritmo e nel suo bagnare le cose tutt'intorno.
La pioggia ha il suo ritmo, ora va a terzine, ora a quattro quarti. Spesso fa dei tempi sincopati, dove il tergi si confonde.
È la pioggia che dirige l'orchestra ora, è lei la maestra. Tutto il resto va a seguire, come l'umore di certe persone, la loro voglia di fare, i loro pensieri.
I miei pensieri.
La mia voglia di fare. Ora vorrei essere davanti al camino, su una mano una tazza calda, sull'altra un abbraccio*, ancora più caldo, ad ascoltare il concerto della pioggia.
Perché noi uomini ci facciamo influenzare così facilmente, da una cosa in sé banale, come la pioggia? Da dove viene questa nostra debolezza? Non dovremmo noi essere i signori di questo pianeta, e dirigerlo in armonia con la natura? E allora perché una semplice pioggia crea questi cambiamenti in noi?
Forse abbiamo ancora molto da imparare..
Forse sono sempre io il solito che si fa troppe domande, che si lascia prendere dai pensieri..
Piove anche sui cartelli stradali, ora anche il ticchettio della freccia della macchina si unisce al leggero scrosciare della pioggia sul vetro e sul tettuccio, è un rumore un po' più metallico adesso.
Si spegne il motore.
Piove sulla pozzanghera dove ho appena inzuppato il piede. [Va in mona.]
Piove sopra e sotto i lampioni, in contrasto col cielo nero, dove la pioggia che cade si vede ben distinta, e sembra quasi latte.
Piove sopra gli ombrelli dei passeggeri alla stazione.
Piove sugli impermeabili di chi non ha l'ombrello.
Piove sulla mia testa, sui miei pensieri.
Ma la pioggia non riesce a fermarli. Mi abbandono ai pensieri più dolci, ai ricordi più felici.
È un rumore troppo bello adesso, per sprecarlo con cose tristi.
Piove sul tetto che sta sopra di me.
Lascio la pioggia fuori, e tutto il resto dentro..
Striscio le scarpe sul tappeto che dice,
Welcome,
Grazie,
Entro.
"Ciao!"
"Ciao, piove ancora?"
"Si, piove.."


*non da intendersi come biscotto, anche se non mi dispiacerebbe neanche quello, con in mano una tazza di thè caldo.. Mmm..

(In partenza questo post voleva parlare di alcuni miei ricordi legati alla pioggia, ma poi è uscita un'altra cosa, e sarebbe diventato un poema epico, quindi, casomai, alla prossima puntata:))

Un caldo saluto a tutti i Visitors e blog-amici!